
Rivoluzione in verde in Puglia: presentato il nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale
Una strategia di sviluppo sostenibile
Alla Fiera del Levante è stato presentato un primo bilancio delle azioni intraprese dalla Regione Puglia in materia di sostenibilità ambientale e il nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR). L’assessora all’Ambiente, Serena Triggiani, ha sottolineato come la cosiddetta “rivoluzione verde” rappresenti una tappa fondamentale della Strategia regionale di sviluppo sostenibile, documento programmatico avviato dall’inizio della legislatura.
Secondo Triggiani, i risultati già ottenuti riguardano vari settori: dall’economia circolare, con l’aumento della raccolta differenziata e le bonifiche ambientali, alla riduzione delle emissioni inquinanti, fino alla valorizzazione dei parchi naturali e delle aree protette come risorsa turistica ed ecologica.
Il nuovo PEAR: obiettivi e visione
Approvato dalla Giunta regionale lo scorso 11 settembre, il PEAR delinea il percorso della Puglia verso un futuro energetico e ambientale sostenibile entro il 2030, in linea con le direttive europee del pacchetto Fit for 55.
Gli obiettivi principali riguardano la drastica riduzione delle emissioni, il potenziamento delle energie rinnovabili e il contenimento dei consumi energetici, ponendo i cittadini al centro del processo di transizione.
“La Puglia conferma la sua leadership nelle rinnovabili e traccia una rotta chiara per uno sviluppo realmente sostenibile” – ha dichiarato l’assessora Triggiani.
I quattro pilastri del Piano
Il PEAR si fonda su quattro driver strategici che rappresentano l’ossatura del processo di transizione:
1. Riduzione dei consumi energetici
L’efficienza è il primo obiettivo.
- Raddoppio degli interventi di efficientamento energetico sugli edifici.
- Miglioramento annuo del 2,6% dell’intensità energetica nei settori industriale, agricolo e terziario.
2. Tutela del suolo e del paesaggio
La Regione punta a raggiungere gli obiettivi energetici senza compromettere il patrimonio naturale e agricolo.
- Revamping degli impianti eolici già esistenti.
- Promozione di impianti di piccola taglia integrati nei contesti urbani e industriali.
- Almeno il 50% dei nuovi impianti fotovoltaici sarà collocato su tetti e coperture.
3. Decarbonizzazione del sistema energetico
Il cuore del Piano è l’abbandono delle fonti fossili:
- Riduzione del 55% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990.
- Phase-out di carbone e olio combustibile.
- Riduzione del 40% della produzione elettrica da gas naturale rispetto al 2019.
- Installazione di 7,3 GW aggiuntivi di energia da fonti rinnovabili, per un totale di 13,2 GW entro il 2030.
- Esclusione della possibilità di ospitare impianti nucleari sul territorio pugliese.
4. I cittadini al centro della transizione
Il PEAR vuole che la transizione sia inclusiva e partecipata:
- Sostegno alle comunità energetiche.
- Misure contro la povertà energetica, tra cui il Reddito Energetico Regionale.
- Redistribuzione dei benefici ambientali ed economici direttamente su cittadini, imprese e territori.
Un piano condiviso e sinergico
Il documento è stato redatto con il contributo dei Dipartimenti Sviluppo Economico e Agricoltura e delle agenzie regionali ARTI e ASSET.
Per il direttore del Dipartimento regionale, Paolo Garofoli, il PEAR rappresenta “un atto di fondamentale importanza verso l’avvenire, in cui l’energia del futuro potrà essere solo rinnovabile e pulita”.
Le prossime tappe
Il Piano entra ora nella fase di consultazione e valutazione, per poi approdare al Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva. L’obiettivo è tracciare un percorso che unisca transizione energetica, tutela del paesaggio e benessere dei cittadini, consolidando la Puglia come regione capofila nel campo delle energie rinnovabili.