17 Dic 2025

La PAC nel 2026

 Tra Aggiustamenti e la Sfida della Riforma Futura

Il 2026, un Anno a Due Velocità per l’Agricoltura Europea

L’anno 2026 rappresenta un momento a due velocità per la Politica Agricola Comune (PAC). Da un lato, sarà il quarto anno di applicazione della PAC attuale (in vigore fino al 2027), un periodo caratterizzato da stabilità e da piccoli aggiustamenti operativi. Dall’altro, il 2026 sarà un anno cruciale per il futuro, poiché entreranno nel vivo le discussioni che definiranno la struttura e le risorse della nuova PAC, destinata a entrare in vigore a partire dal 2028.

Novità e Conferme per la PAC Attuale

Per gli agricoltori, l’operatività quotidiana nel 2026 vedrà alcune correzioni e conferme rispetto agli anni precedenti, in particolare riguardo ai sistemi di controllo e all’applicazione degli Ecoschemi. Il Controllo Satellitare (AMS): Come Funziona e Come Tutelarsi

Dal 2025 è pienamente operativo il sistema di controllo automatico Area Monitoring System (AMS), che si basa sull’analisi di immagini satellitari fornite dai satelliti Sentinel. Questo sistema è in grado di rilevare informazioni dettagliate come le lavorazioni del suolo, la tipologia di coltura, l’eventuale bruciatura delle stoppie o la presenza di inerbimento. Tale monitoraggio continuo sostituisce i controlli sporadici effettuati in campo, che in passato si sono rivelati spesso inefficaci nel rilevare tempestivamente le infrazioni.

Il sistema, gestito dagli enti pagatori, comunica le eventuali anomalie tramite un sistema di “bandierine colorate”: una bandierina gialla o rossa indica una non conformità che potrebbe portare a sanzioni o alla mancata erogazione del pagamento. Poiché il sistema AMS può commettere errori, si raccomanda agli agricoltori di adottare una misura di tutela: scattare fotografie geotaggate dei propri campi durante le operazioni agronomiche più importanti. Queste immagini, che possono essere realizzate con qualsiasi smartphone, costituiscono una prova dell’attività svolta e dovrebbero essere conservate fino alla fine dell’anno successivo a quello di presentazione della domanda unica.

Ecoschema 1: Aggiornamenti su Benessere Animale e Antibiotici

L’Ecoschema 1, dedicato al benessere animale e alla riduzione dell’uso di antimicrobici, presenta due importanti aggiornamenti.

  • Riduzione dell’antimicrobico resistenza (Livello 1): Il periodo di monitoraggio sull’utilizzo degli antibiotici è stato fissato dal 1° ottobre 2025 al 30 settembre 2026. Questa scelta di un periodo sfalsato rispetto all’anno solare permette agli enti pagatori di avere dati sufficienti per erogare gli anticipi già nel corso del 2026.
  • Benessere animale (Livello 2): È diventato operativo il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (Sqnba). Si tratta di una certificazione ufficiale per gli allevatori che rispettano specifiche norme volte a garantire un elevato standard di benessere per i capi allevati.
  • Ecoschema 5: L’Incognita dei Premi per gli Impollinatori

L’Ecoschema 5, che incentiva la semina di essenze di interesse apistico, ha mostrato una notevole volatilità del premio erogato, strettamente legata al numero di adesioni. L’andamento degli ultimi anni evidenzia questa instabilità:

  • 2023: Il premio è stato molto elevato (oltre 659 euro per ettaro di seminativo) a causa di una bassa partecipazione.
  • 2024: L’alto valore del premio ha attirato molti agricoltori, causando un crollo dell’importo a 356 euro per ettaro.
  • 2025: L’introduzione dell’obbligo di utilizzare sementi certificate ha nuovamente scoraggiato l’adesione, facendo risalire il premio a oltre 650 euro per ettaro.

Per il 2026, si prevede che l’adesione possa aumentare di nuovo, spinta dai bassi prezzi dei cereali che rendono questa misura un’interessante integrazione al reddito, soprattutto per le aziende del Sud. Di conseguenza, è possibile che il premio subisca una nuova riduzione.

Verso la PAC 2028-2034: Un Anno Decisivo

Sebbene il 2026 non porti grandi rivoluzioni operative, sarà un anno fondamentale per delineare il futuro della politica agricola europea per il periodo 2028-2034.

Le Sfide del Nuovo Bilancio Pluriennale

Nel corso del 2026, le istituzioni europee dovranno approvare il nuovo bilancio pluriennale dell’Unione, che determinerà l’ammontare delle risorse finanziarie destinate alla futura PAC. Le previsioni attuali indicano la possibilità di tagli significativi, stimati tra il 20% e il 30%, a seconda che nel calcolo venga considerata o meno l’inflazione. Questo fattore influenzerà pesantemente la struttura e l’efficacia della prossima politica agricola.

Proposte di Riforma e Punti di Frizione

La discussione sulla nuova PAC entrerà nel vivo nel 2026. La Commissione Europea ha avanzato proposte di cambiamento radicale che stanno già generando reazioni nel settore. I punti principali della riforma includono:

  • La fusione dei due pilastri tradizionali in un unico fondo gestito a livello nazionale.
  • La definitiva sparizione dei Titoli PAC.
  • Il passaggio a un sistema di pagamenti basati esclusivamente sulla superficie.
  • Una maggiore autonomia nazionale nella gestione della condizionalità ambientale.
  • La sostituzione degli Ecoschemi con altre tipologie di misure.

Queste proposte hanno già incontrato una forte opposizione dal mondo agricolo, a causa sia delle prospettive di riduzione del budget sia della natura radicale dei cambiamenti strutturali. Anche a livello politico, il Parlamento Europeo ha espresso insoddisfazione, creando una notevole frizione che rende improbabile il raggiungimento di un accordo rapido entro la fine del 2026.

Conclusione: Oltre la PAC, le Sfide del Mercato e del Clima

In sintesi, mentre la PAC continuerà a svolgere un ruolo importante nella formazione del reddito agricolo, i fattori più determinanti e imprevedibili per la sostenibilità economica delle aziende sono diventati altri. Le vere incognite che gli agricoltori devono affrontare sono i prezzi di mercato e gli impatti del clima. Diventa quindi sempre più essenziale per le aziende agricole sviluppare strategie resilienti, capaci di stabilizzare per quanto possibile sia le rese produttive che i prezzi di vendita.

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