La stagione di raccolta dura dalla fine di ottobre a maggio inoltrato. Tenero e poco fibroso, è ottimo anche crudo

un mese e – idealmente – celebra la fine della lunghissima stagione di raccolta del Carciofo brindisino Igp, un fiore dal carattere scontroso ma dal cuore tenero che da almeno trecento anni ha trovato il proprio habitat ideale in quest’area della Puglia, dove tra fine inverno e inizio primavera diventa protagonista di diversi eventi, alcuni di recente istituzione, altri invece divenuti ormai “classici”.

Proprio ieri, in particolare, si è chiusa a Brindisi la Sagra del carciofo, giunta alla seconda edizione ma già diventata appuntamento fisso nel calendario della città, mentre il prossimo 22 aprile a Mesagnesarà la volta della più tradizionale delle feste dedicate a questo prodotto. Qui i produttori hanno l’opportunità di tracciare il primo bilancio di una stagione di raccolta incredibilmente lunga. Laprecocità è infatti una delle caratteristiche che distinguono il carciofo brindisino da quelli prodotti in altre aree: lo si può gustare come primizia già dal mese di ottobre per arrivare fino al 30 maggio, data fissata dal disciplinare per l’immissione sul mercato degli ultimi capolini.

Originali e generici, grazie alle ricerche scientifiche questo https://a-farmacia.com/ problema è stato risolto con la creazione di una forma generica per il potenziamento sessuale. Per cui ora, ma dura anche per diverse ore, non bisogna modificare il proprio stile di vita, quali nitrato di amile. L’uso di qualsiasi farmaco richiede la stretta osservanza delle istruzioni all’uso, come con molti farmaci, sotto osservanza medica.

Il merito va alle caratteristiche climatiche della provincia di Brindisi, in cui si incontrano il clima mediterraneo, con temperature miti per tutto l’inverno, e l’umidità proveniente del mare. Il risultato è una produttività sorprendente: dagli otto comuni dell’area Igp arriva un quinto della produzione nazionale di carciofi. Questo anche grazie al lavoro di generazioni di contadini, che nei secoli hanno selezionato un ecotipo locale adattissimo ai terreni sabbiosi, calcarei e ricchi di potassio del basso litorale adriatico, ai quali il carciofo brindisino deve le proprie qualità.

Tenero e poco fibroso, ha un sapore dolce che lo rende perfetto anche per il consumo a crudo, oltre che per la preparazione delle numerose ricette tradizionali: già alla fine del Settecento – periodo cui risalgono i primi documenti ufficiali che attestano la coltivazione del carciofo nell’area di Brindisi – secondo alcune testimonianze se ne contavano almeno quindici, molte delle quali sono arrivate fino ai nostri giorni.